Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Binago
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwhaBinago (mwhqBinaach in mwhgdialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwjwmwkaAFI: /biˈnaːk/) è un mwkgcomune italiano di mwkw4 803 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Como in mwmqLombardia. Dista da mwmgComo mwmw17 km, da mwnaVarese mwnq9 km e dal mwngconfine con la Svizzera mwnw6 km. Sorge lungo la mwoastrada statale 342 Briantea, che collega i due capoluoghi lombardi. È situato sulla sommità settentrionale del mwoqParco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Gli abitanti sono comunemente detti mwogscusarìtt.

Contents

Storia
Simboli
Sport
Note
Fonti

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Origini del nome

Alcuni attribuiscono l'origine del toponimo a un borgo romano di nome mwpgBivianus, esteso laddove oggi si trovano le località di mwpwSan Salvatore e Monello.cite-ref-borghese98-6-0[5] Un'ipotesi promossa da mwraDante Olivieri ricondurrebbe il toponimo di mwrqBinago al nome mwrggentilizio romano mwrwBivonius.cite-ref-7[6] Il nome di Binago compare per la prima volta, sia pure circondato da molte incertezze, in un documento redatto nell'anno 774; si tratta di un atto di vendita in cui viene citata una località a nome Bionaco o Bionago. Il documento però non contiene alcun esplicito riferimento al paese.cite-ref-mascetti46-8-0[7] Bisogna attendere ancora tre secoli per trovare un chiaro indizio riguardante un abitato a nome Binago.cite-ref-mascetti48-9-0[8] Il suffisso mwva-ago è comune a molti toponimi della zona e indica una probabile influenza mwvqceltico-mwvgromana.cite-ref-10[9]

Storia

Le origini

A partire dal III millennio a.C. si sviluppò nell'area mwxgcomasca, mwxwvaresotta e mwyabrianzola una civiltà palafitticola, di probabile etnia mwyqligure. A partire dal 1200 a.C. si insediarono nella regione popolazioni di stripe mwygceltica, che portarono la mwywcultura di Canegrate, succeduta poi da varie forme di sviluppo della mwzacultura di Golasecca. In particolare il più antico ritrovamento nell'area attorno a Binago (precisamente a mwzqMalnate) è una spada celtica situata in una tomba e risalente all'mwzgEtà del ferro. La mwzwconquista romana della regione, effettuata nel II secolo a.C. dette avvio al processo di mwaaromanizzazione.cite-ref-11[10] Non risultano ritrovamenti di epoca romana a Binago, ma è probabile che il paese venne fondato da una comunità di veterani romani, data anche la struttura del centro storico, formato da un sistema di mwbqcorti isorientate, oltre ai ritrovamenti archeologici nei paesi circostanti.cite-ref-12[11] In epoca romana da Binago passava la via Novaria-Comum, strada romana che metteva in comunicazione i municipia di Novaria (Novara) e Comum (Como) passando per Sibrium (Castel Seprio).

Vi sono indicazioni di insediamenti mwdqLongobardi nella zona attorno a Binago, che lasciarono tracce sul piano linguistico; ai Longobardi succedettero i mwdgFranchi. Il modello istituzionale che si affermò nella regione fu il mwdwfeudalesimo.cite-ref-13[12] A partire dall'VIII secolo l'area di Binago, allora parte della mwfapieve di Appiano, entrò a far parte del mwfqcontado del Seprio.cite-ref-14[13] Il paese sembra essere citato per la prima volta in un atto di vendita del 2 agosto 774, in cui compaiono due testimoni: Romoaldo figlio di Tattone de Bionaco e Lubus vir religiosus de Bionago.cite-ref-mascetti46-8-1[7] In una memoria riferita a un accordo stipulato fra mwhgGuido da Velate, mwhwarcivescovo di Milano, e il conte Rodolfo del Seprio, in una data compresa fra il 1045 e il 1071, si fa riferimento a un podere nella pieve di Varese, nel luogo detto Binago; sembra che i mwiaconti del Seprio possedessero dei beni in quel villaggio. Il 30 marzo 1067 fa da testimone a un atto di vendita un certo Aldone de Binago. Nel 1093 sono documentati a mwiqOlgiate due mwigmilites chiamati Pagano de Binago e Wilielmus de Binago; "de Binago" comincia infatti a essere usato come cognome.cite-ref-mascetti48-9-1[8]

Binago venne coinvolta nella mwkaguerra decennale che vide mwkqMilano schierarsi contro mwkgComo. Il conflitto, tenutosi tra il 1118 e il 1123, coinvolse tutto il territorio comasco e del Seprio. Nel 1121 i comaschi, dopo aver saccheggiato mwkwVarese, assalirono Binago e mwlaVedano, paesi uniti da un patto sacro.cite-ref-15[14] Gli eventi sono narrati da uno storico degli mwmqSforza che cita la presenza a Binago di un castello dotato di mura; numerosi combattenti binaghesi vennero catturati e portati prigionieri a Como; in quest'occasione il paese di Binago fu saccheggiato. Si tratta della prima volta in cui, con assoluta certezza, Binago compare nella storia. È interessante notare che già a quell'epoca il paese risultava strettamente legato, come la vicina Varese, ai destini di Milano, alla cui mwmgDiocesi del resto apparteneva. L'alleanza che legava Binago a Vedano testimonia a favore di un probabile comune interesse dei due villaggi per il fiume mwmwOlona, per i suoi mulini e per la via di comunicazione che esso rappresentava.cite-ref-borghese98-6-1[5] Il paese di Binago e i suoi abitanti vengono citati in numerosi documenti nel corso del XII e XIII secolo, in mwoaetà comunale.cite-ref-16[15]

Vicende storiche dal XIII al XVI secolo

La lenta e progressiva decadenza del contado del Seprio aveva portato alla crescita di importanza del modesto borgo di Varese e Binago ne seguì in parte le sorti mantenendo comunque un solido legame, tramite i vincoli ecclesiastici, con Milano. Un violento conflitto scoppiò tra Castel Seprio e Milano per la conquista della supremazia territoriale. Nel 1285 una banda di alleati e partigiani dei conti del Seprio, condotta da Guido da Castiglione, raggiunse Varese con lo scopo di punire gli abitanti del borgo per l'aiuto prestato ai nemici Visconti. L'assedio non riuscì, e gli attaccanti vennero respinti fino a Binago e a Vedano. Due anni dopo l'arcivescovo e signore di Milano, Ottone Visconti, fece assalire e radere al suolo Castel Seprio: iniziò così un lungo periodo di governo milanese. L'unificazione della regione attuata sotto le insegne con il biscione dei Visconti si dimostrò in seguito solidissima, e il periodo che seguì pacifico e tranquillo: le sole notizie che abbiamo sono costituite da transazioni commerciali. Gli mwqqStatuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346 riportano Binago fra le località che nella pieve di Appiano avevano il compito della manutenzione della mwqgstrata da Bolà ("strada di Bollate").cite-ref-17[16]

Il paese seguì le sorti del mwsaDucato di Milano, prima sotto i mwsqVisconti e poi sotto gli mwsgSforza, con in mezzo la parentesi della mwswRepubblica Ambrosiana.cite-ref-18[17] Nel 1412 il duca Filippo Maria Visconti, da poco insediatosi al governo di Milano, accolse i giuramenti di fedeltà delle comunità che effettivamente lo riconoscevano come sovrano. Un certo Aliolo de Giochis, figlio del fu Giovannolo de Giochis de Binago, in qualità di sindaco e procuratore del comune, giurò fedeltà e obbedienza al duca. Da questo momento in avanti viene, in parecchi documenti, citata la famiglia Castiglioni come possidente di vaste aree nel territorio binaghese: il nobile Francesco Castiglioni nel 1455 possedeva la chiesa campestre di San Pietro in Monello e altri Castiglioni possedevano la non meglio identificata cappella di Sant'Agata. Una prova dell'estensione degli interessi di questa famiglia negli immediati dintorni di Binago verso la fine del XV secolo è fornita da uno stemma affrescato e da due iscrizioni tuttora visibili su un muro esterno del complesso rurale conosciuto come Cassinazza. Nell'ambito delle mwugcampagne transalpine dei Confederati il paese venne saccheggiato dagli mwuwsvizzeri nel 1510.cite-ref-19[18] Binago viene citata nel corso del XV e XVI secolo in numerosi atti pubblici. In particolare nel paese ebbe sede un commissario, responsabile del controllo dell'ordine pubblico e della vigilanza del commercio.cite-ref-20[19]

Vicende storiche dal XVI al XVIII secolo

La mwxgdominazione spagnola fu caratterizzata da un forte peso fiscale. Seguendo una prassi già affermata in età sforzesca, il governo spagnolo procedette alla concessione a privati di gran parte delle terre del Ducato di Milano. Trasformando una località in mwxwfeudo, gli spagnoli vendevano a un personaggio soltanto determinati diritti che erano essenzialmente onorifici, giurisdizionali e fiscali; non veniva, cioè, ceduta la proprietà del territorio né dei beni immobili che ne facevano parte. Il possesso era del tutto indipendente dall'istituzione feudale: a causa di ciò erano proprio, in molti casi, coloro che erano già grandi proprietari terrieri di una determinata località ad aspirare al titolo di feudatario. Binago venne infeudata nel 1538 passando ad Antonio Carcassola, poi a Simone de Tassi e tra il 1547 e il 1622 alla famiglia mwyqCastiglioni, famiglia che da generazioni era legata da rilevanti interessi economici al paese e al suo territorio.cite-ref-borghese98-6-2[5]cite-ref-21[20] Dopo varie vicende legate ai successori di Nicolò Castiglioni, nella prima metà del XVII secolo il feudo divenne appannaggio della famiglia dei mw0gVisconti di mw0wCassano Magnago, e tale rimase, a quanto pare senza ulteriori rivolgimenti, sino alla fine del periodo feudale.cite-ref-22[21] Il peso fiscale fu sentito dal paese in particolare in occasione della mw2aguerra dei trent'anni,cite-ref-23[22] alla quale Binago partecipò inoltre mandando dieci soldati nel 1616.cite-ref-24[23] Nel corso del XVI e XVII secolo numerosi binaghesi presero parte al contrabbando di grano verso la Svizzera.cite-ref-25[24]

A differenza di quanto si è visto per i secoli precedenti, a partire dalla metà del XVI secolo circa si dispone di una gran mole di documenti, riguardanti essenzialmente la vita religiosa del paese e le vicende dei suoi edifici di culto. Con la visita, avvenuta nel 1566, del delegato padre Leonetto Chiavone, il nuovo arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, incominciò a esercitare anche su Binago quello stretto e costante controllo sulle faccende di tutte le parrocchie che in poco tempo riformò i costumi e la vita religiosa del paese. Il 19 ottobre del 1574 l'arcivescovo in persona visitò Binago: dagli atti di questa visita risulta una descrizione assai dettagliata di tutto ciò che poteva interessare l'autorità religiosa. Il progetto più importante, che stava molto a cuore all'arcivescovo, era la costruzione di una nuova chiesa nel centro del paese e fu probabilmente in quel 1574 che prese forma il progetto per la costruzione della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. L'edificio sorse negli anni a cavallo tra la fine XVI secolo e gli inizi del successivo. Nel 1751 il territorio di Binago si estendeva ai cassinaggi di Monello, Lovaneda, Cassinazza e Roccolo.

Vicende storiche del XIX secolo

La regione venne conquistata dai mw6grivoluzionari francesi nella mw6wcampagna d'Italia del 1796-1797 e venne accorpata nella mw7aRepubblica Cisalpina e successivamente nella mw7qRepubblica Italiana. Nel 1805, nell'ambito di una riorganizzazione amministrativa del mw7gRegno d'Italia napoleonico, Binago e il resto della pieve di Appiano vennero inclusi nel Cantone VI di Appiano; nel 1809 il comune di Binago venne aggregato con mw7wBeregazzo ed Uniti e mw8aCastelnovo. La riforma amministrativa venne abrogata nel 1816, con la proclamazione del mw8qRegno Lombardo-Veneto e l'istituzione della mw8gprovincia di Como del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1818 venne istituita la mw8wscuola elementare maschile e nel 1844 anche quella femminile.cite-ref-26[25] Nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, Binago vide il passaggio dei Cacciatori delle Alpi guidati da Garibaldi in transito da Varese - reduci dalla vittoriosa battaglia di Varese - a Como, presso cui ci sarebbe poi stata la battaglia di San Fermo: si racconta che Garibaldi si fermò a Binago tra il 26 e 27 maggio, salendo sulla torre inglobata dall'attuale complesso scolastico per avvistare eventuali manovre delle truppe austriache. Nel 1859 la regione venne annessa al mw-gRegno di Sardegnacite-ref-27[26] e nel 1860 venne eletto il primo consiglio comunale.cite-ref-28[27]

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XVII secolo)cite-ref-29[28]
• mwareChiesa di San Giovanni Battista (XVI secolo),cite-ref-30[29] internamente decorata dal mwaryMorazzonecite-ref-borghese98-6-3[5] L'edificio sorse negli anni a cavallo tra la fine XVI secolo e gli inizi del successivo: così come appare oggi, esso è il frutto di un lungo processo di modificazione, sia nella parte architettonica che in quella decorativa, ed è solo in parte simile al progetto originario. Trasformazioni, aggiunte e ammodernamenti, in qualche caso di portata assai vasta, ne hanno sensibilmente alterato nel corso del tempo la struttura e la veste sia interna che esterna, adeguandola di volta in volta alle mutevoli esigenze pratiche, di culto ed estetiche. L'aspetto attuale della parrocchiale di San Giovanni risale in gran parte a una generale ristrutturazione condotta tra la fine del 1800 e gli inizi del ventesimo secolo.
• Chiesa di Santa Maria (XV secolo),cite-ref-31[30] al cui interno conserva affreschi del Quattrocento e del Cinquecentocite-ref-borghese98-6-4[5]
• Cappella della Madonnacite-ref-32[31]

Architetture civili

• Cassinazza (cascina della fine del XV secolo)
• Casa del Popolo (1898-1901)cite-ref-33[32]
• Ex-convento francescano (XVII secolo)cite-ref-34[33]
• Palazzo Castiglionicite-ref-35[34]
• Palazzo De Cristoforis e Palazzo Lavezzari (XVIII secolo)cite-ref-36[35]cite-ref-37[36]

Società

Evoluzione demografica

• Secondo un censimento effettuato negli anni 1545-1546, risultava composta da 56 famiglie.
• Nel 1574 abitavano nel paese 77 nuclei famigliari, per un totale di 467 persone.
• 652 nel mwau41751cite-ref-0-38-0[37]
• 924 nel mwavq1771cite-ref-39[38]
• 999 nel mwavo1799cite-ref-1-40-0[39]
• mwawa1 582 dopo l'annessione di mwaweBeregazzo e mwawiCastelnuovo nel mwawm1809cite-ref-1-40-1[39]
• mwawk1 741 nel mwawo1853
• mwaww1 792 nel mwaw01859

Abitanti censiticite-ref-41[40]

Tradizioni e folclore

Tra le famiglie più antiche di Binago si citano i Banchi, i Bernardoni, i Brusa, i Ciapparelli, i Della Rosa, i Ferrario, i Guatelli, i Guidali, i Larghi, i Lozza, i Luraschi, i Mistò, i Mistrangelo, i Piatti, i Poletti, i Ravizzini, i Rimoldi, i Rusconi e i Villa.cite-ref-42[41] Numerosi sono stati gli emigrati; già nel XVI secolo numerosi binaghesi si stabilirono a Milano.cite-ref-43[42] A partire dal XIX secolo centinaia di binaghesi, principalmente muratori, emigrarono come lavoratori stagionali verso il resto d'mwax0Italia, la mwax4Svizzera, la mwax8Francia, l'mwayaAustria e la mwayeGermania; altri emigrarono più lontano, stabilendosi in mwayiArgentina, negli mwaymStati Uniti d'America, in mwayqCanada e in mwayuUruguay, oltreché in mwayyCongo e in mwaycAlgeria.cite-ref-44[43] A partire dal mwaywprimo dopoguerra il paese ha attirato numerosi immigrati dal mway0Veneto e dalla mway4Valtellina, seguiti da immigrati dal mway8Mezzogiorno a partire dal mwazasecondo dopoguerra e infine dall'estero.cite-ref-45[44] Tradizionalmente l'idioma parlato a Binago è il mwazudialetto comasco, variante della mwazylingua lombarda; similmente ai dialetti di altri paesi dell'mwazcOlgiatese, il dialetto di Binago risente di numerosi influssi del mwazgdialetto varesotto. Il dialetto locale è in gran parte caduto in disuso a partire dalla seconda metà del XX secolo in favore della mwazklingua italiana.

Nel dialetto locale gli abitanti di Binago sono chiamati mwazsScusaritt, cioè "grembiuli". Il soprannome deriverebbe dalla storia dellmwazw'mwaz0Asino di Cagno, storia popolare secondo la quale la gente di mwaz4Cagno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decisero di far salire in cima ad esso, per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda, affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. Tuttavia le cose non andarono come essi avevano sperato, perché l'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima. I cagnesi chiamarono quindi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino. Arrivarono quindi, in successione, le genti di mwaz8Caversaccio (che macellarono l'asino, da cui il soprannome mwaaaPeraa, "scuoiatori"), mwaaeBizzarone (che portarono il carbone per far cuocere l'asino, da cui il soprannome mwaaiCarbunatt), mwaamCasanova (che divorarono buona parte dell'asino, da cui mwaaqGòss, ossia "ingordi"), Binago (che invece di mangiare l'asino direttamente mwaauin loco, riempirono i grembiuli con più carne possibile e la portarono a casa, da cui il soprannome già citato), mwaayAlbiolo (i cui abitanti arrivano in ritardo, trovarono solo pochi resti e vi si buttarono sopra come corvi, da cui il soprannome mwaacCurbatt) e mwaagRodero (ultimi, che non trovarono nulla e tornarono a casa a bocca asciutta, da cui il soprannome mwaakRabiaa, che significa "arrabbiati").

Religione

La parrocchia di Binago è parte del mwaawDecanato di Appiano Gentile e dell'mwaa0Arcidiocesi di Milano e segue il mwaa4rito ambrosiano; la parrocchia dispone di un mwaa8oratorio, che accoglie la pastorale giovanile. È documentato a Binago il culto di mwabaSant'Agata durante il mwabeMedioevo.cite-ref-46[45]

Cultura

Biblioteche

La biblioteca comunale di Binago è una delle 34 biblioteche del Sistema bibliotecario "Ovest Como", che insieme ai Sistemi "Intercomunale di Como", "Lario Ovest" e "Brianza Comasca", forma la rete provinciale delle biblioteche.

Geografia antropica

Frazioni

La principale frazione di Binago, chiamata Monello, è situata nella zona sud-orientale del paese, presso il confine con mwabwCastelnuovo Bozzente e mwab0Beregazzo con Figliaro. È una zona prevalentemente residenziale e agricola, con diverse fattorie; al centro dell'abitato sorge la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo, festeggiati il 29 giugno. Il nome "Monello" deriva dal fatto che presso questa frazione in epoca comunale correva il confine tra il territorio di Milano e quello di Como: lungo la strada che collegava Como con la valle dell'mwab4Olona sorgeva il casello daziario dove pagare il passaggio tra i due territori, e la gabella veniva chiamata appunto mwab8monello.

Economia

Tra il XV e il XVI secolo era documentata a Binago la produzione e imbottatura di vino.cite-ref-47[46] Altre colture rilevanti, oltre a quella della vite, risultavano quella del frumento, della segale e del miglio.cite-ref-48[47] La viticoltura scomparve nel paese durante il XIX secolo e venne sostituita dalla mwacobachicoltura, declinata poi a partire dal mwacssecondo dopoguerra in seguito all'introduzione delle fibre sintetiche.cite-ref-49[48] A partire dal XIX secolo si insediarono nel paese svariate attività produttive, che coinvolsero principalmente le donne locali; numerosi binaghesi invece emigrarono alla ricerca di lavoro sia nel resto d'Italia che all'estero. I lavoratori binaghesi si associarono nel 1885 in una mwadasocietà di mutuo soccorso, mentre nel 1898 venne fondata la locale mwadesocietà cooperativa di consumo. A partire dai primi decenni del XX secolo comparvero aziende tessili e numerosi binaghesi si impegnarono come negozianti e artigiani.cite-ref-50[49]

Infrastrutture e trasporti

Dal 1885 al 1966 fu in funzione la mwadgFerrovia Como-Varese delle mwadkFerrovie Nord Milano, a mwadoscartamento ordinario; Binago dispose della mwadsStazione di Binago-San Salvatore. Nel 1948 la ferrovia venne elettrificata e nel 1966 venne soppressa per motivi di natura economica.cite-ref-51[50] Il primo acquedotto venne inaugurato nel 1914,cite-ref-52[51] l'ufficio postale venne istituito nel 1861, nel 1903 giunse l'energia elettrica e nel 1904 il servizio telegrafico.cite-ref-53[52]

Amministrazione

Simboli

«D'azzurro, alla torre di tre palchi, merlata alla guelfa, d'argento, murata di nero, il palco superiore merlato di tre, finestrato di uno, di nero, il palco mediano merlato di quattro, finestrato di due, di nero, il palco inferiore privo di merli, chiuso di nero, essa torre fondata sulla collina di verde, attraversante, la collina fondata in punta e uscente dai fianchi. Ornamenti esteriori da comune.»

Lo stemma è stato ideato nel 1950 e ha ottenuto il decreto di concessione il 22 aprile 1998. Vi è raffigurata una collina che i milanesi munirono di una roccaforte per contrastare l'avanzata di Como attorno al quale furono combattute varie battaglie e che nei secoli successivi divenne possesso dei Visconti e dei Castiglioni.cite-ref-54[53] Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Sport

Il comune ospitò la ventunesima tappa del mwafiGiro d'Italia 1977, una cronometro individuale di mwafm29 km con partenza e arrivo a Binago. Nell'occasione giunse primo il corridore mwafqbelga mwafuMichel Pollentier, risultato poi il vincitore finale di quella edizione del mwafyGiro.

Note

Annotazioni

cite-note-5N 1. Per il mwaf4dialetto comasco, si utilizza l'mwaf8ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.

Fonti

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaggmwagkmwagoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwagsdemo.istat.it, mwagwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwahamwahemwahiClassificazione sismica (mwahmmwahqXLS), su mwahurischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwahkmwahomwahsTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwahwmwah0PDF), in mwah4citerefmwah8Leggemwaia mwaie26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaiiAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaim 151. mwaiqURL consultato il 25 aprile 2012 mwaiu(archiviato dall'mwaiyurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwaioAA. VV., mwaismwaiwDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwai0 79, mwai4ISBNmwai8 88-11-30500-4.
cite-note-borghese98-65. mwajwmwaj0Borghese,mwaj4 p. 98.
cite-note-76. mwakimwakmMascetti,mwakq p. 52.
cite-note-mascetti46-87. mwakomwaksMascetti,mwakw p. 46.
cite-note-mascetti48-98. mwalimwalmMascetti,mwalq p. 48.
cite-note-109. mwalgmwalkMascetti,mwalo p. 22.
cite-note-1110. mwal4mwal8Mascetti,mwama pp. 21-24.
cite-note-1211. mwamqmwamuMascetti,mwamy p. 27.
cite-note-1312. mwamomwamsMascetti,mwamw p. 41.
cite-note-1413. mwanamwaneMascetti,mwani p. 44.
cite-note-1514. mwanymwancMascetti,mwang pp. 57-60.
cite-note-1615. mwanwmwan0Mascetti,mwan4 pp. 73-74.
cite-note-1716. mwaoimwaomMascetti,mwaoq p. 80.
cite-note-1817. mwaogmwaokMascetti,mwaoo p. 101.
cite-note-1918. mwao4mwao8Mascetti,mwapa p. 91.
cite-note-2019. mwapqmwapuMascetti,mwapy pp. 92-95, 102-112.
cite-note-2120. mwapomwapsMascetti,mwapw pp. 146-147.
cite-note-2221. mwaqamwaqeMascetti,mwaqi pp. 150-151.
cite-note-2322. mwaqymwaqcMascetti,mwaqg p. 157.
cite-note-2423. mwaqwmwaq0Mascetti,mwaq4 p. 163.
cite-note-2524. mwarimwarmMascetti,mwarq p. 144.
cite-note-2625. mwargmwarkMascetti,mwaro pp. 303-309.
cite-note-2726. mwar4mwar8Mascetti,mwasa p. 322.
cite-note-2827. mwasqmwasuMascetti,mwasy p. 351.
cite-note-2928. mwasomwassmwaswChiesa dei SS. Pietro e Paolo - complesso, Via San Pietro - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwas0lombardiabeniculturali.it. mwas4URL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3029. mwatimwatmmwatqChiesa di S. Giovanni Battista - complesso, Via Mazzini - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwatulombardiabeniculturali.it. mwatyURL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3130. mwatomwatsmwatwChiesa di S. Maria - complesso, Via Santa Maria - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwat0lombardiabeniculturali.it. mwat4URL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3231. mwauimwaummwauqCappella della Madonna, Viale Varese - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwauulombardiabeniculturali.it. mwauyURL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3332. mwauomwausmwauwCasa del Popolo, Via Matteotti, 2 - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwau0lombardiabeniculturali.it. mwau4URL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3433. mwavimwavmmwavqConvento francescano (ex), Piazza Cavour, 1,13 (P) - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwavulombardiabeniculturali.it. mwavyURL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3534. mwavomwavsmwavwPalazzo Castiglioni, Piazza XXV Aprile, 1 - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwav0lombardiabeniculturali.it. mwav4URL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3635. mwawimwawmmwawqPalazzo De Cristoforis - complesso, Via Vittorio Veneto, 4 (P),5 - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwawulombardiabeniculturali.it. mwawyURL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-3736. mwawomwawsmwawwPalazzo Lavezzari, Via Roma, 1 - Binago (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su mwaw0lombardiabeniculturali.it. mwaw4URL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-0-3837. mwaximwaxmmwaxqComune di Binago, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su mwaxulombardiabeniculturali.it.
cite-note-3938. mwaxkmwaxomwaxsComune di Binago, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su mwaxwlombardiabeniculturali.it. mwax0URL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-1-4039. mwaymmwayqmwayuComune di Binago, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su mwayylombardiabeniculturali.it. mwaycURL consultato il 27 aprile 2020.
cite-note-4140. Dati tratti da: mwaysmwaywmway0mway4mway8Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwazamwazePDF), su mwaziebiblio.istat.it, mwazmISTAT. mwazqmwazumwazymwazcPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwazgesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-4241. mwaz0mwaz4Mascetti,mwaz8 pp. 119, 252.
cite-note-4342. mwa0mmwa0qMascetti,mwa0u p. 155.
cite-note-4443. mwa0kmwa0oMascetti,mwa0s p. 365.
cite-note-4544. mwa08mwa1aMascetti,mwa1e "Prefazione".
cite-note-4645. mwa1umwa1yMascetti,mwa1c p. 33.
cite-note-4746. mwa1smwa1wMascetti,mwa10 p. 107.
cite-note-4847. mwa2emwa2iMascetti,mwa2m p. 154.
cite-note-4948. mwa2cmwa2gMascetti,mwa2k p. 377.
cite-note-5049. mwa20mwa24Mascetti,mwa28 pp. 361-362.
cite-note-5150. mwa3mmwa3qMascetti,mwa3u pp. 355-360.
cite-note-5251. mwa3kmwa3oMascetti,mwa3s p. 368.
cite-note-5352. mwa38mwa4aMascetti,mwa4e p. 372.
cite-note-5453. mwa4umwa4ymwa4cBinago, su mwa4gStemmi dei Comuni della Provincia di Como.

Bibliografia

• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Binago, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 98.
• mwa40Federico Cavalieri, Binago: vicende storiche e artistiche dalle origini all'Ottocento, Binago, Pro Loco Binago, 1990.
• mwa48Amanzio Cerasa e Anna Maria Ferrari, Santa Maria Assunta in Binago tra storia, arte e fede, a cura di Roberto Porta, Binago, Pro Loco Binago, 2008.
• citerefmascettiMario Mascetti, Binago e la sua gente nei secoli, Edizioni Tecnografica, 2024, ISBN 979-12-81712-06-5.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Binago
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Binago

Collegamenti esterni

• mwa5sComune di Binago, su comune.binago.co.it.
• mwa50Pro Loco Binago, su prolocobinago.it.